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La civiltà dell'auto
M.Pruni

E' cominciato il 21° secolo e la vecchia Europa è al culmine di quella che, senza paura, potremmo definire la civiltà dell'auto. Il mercato europeo oramai non cresce più e le vendite vere si spostano lontano, in Asia.

La cultura automobilistica ha mutato le nostre abitudini, i nostri riti sociali ed il volto delle città, vecchie città, con mura possenti e strade adatte ai barrocci, come si diceva qui in Toscana.

Non è retorica ricordare quanto era noioso fermare la palla perché, nella via davanti casa, passava una macchina; non è retorica dire che oggi, neppure dieci anni dopo, il bambino del vicino neppure ci pensa a giocare in strada.

Sembra persino proibito mettere in discussione la scelta fatta, anni fa, riguardo alla mobilità; tacciati di demagogia, un ristretto numero di cittadini si chiede: perché proprio l'auto?

Dalla fine del secondo dopoguerra alla crisi degli anni '70, l'oro nero sgorgava a fiumi ed a poco prezzo, l'economia girava e l'automobile passò da oggetto d'èlite a bene di massa. Grandi distanze, basso prezzo e nessuna fatica, sarebbe stupido ostinarsi a chiedere perché, almeno allora, ma oggi?

Oggi abbiamo scoperto gli inquinanti ed i loro effetti, oggi abbiamo inventato gli ingorghi, oggi ben conosciamo le revisioni, le assicurazioni, gli incidenti mortali ed i parcheggi a pagamento, quando non sono esauriti…dimenticavamo le multe, con vigili onnipresenti…

Adesso non appare più tanto stupido il chiedersi perché.

Studi più o meno attendibili dimostrano che i tempi medi di percorrenza vanno progressivamente crescendo, nonostante le auto siano più veloci, affermano che la qualità dell'aria sta peggiorando, nonostante le vetture siano meno inquinanti. C'è poi chi sostiene che il petrolio si sta esaurendo, questo può essere discutibile, mentre non lo è il fatto che il costo della benzina cresca incessantemente.

Giovani muoiono il sabato sera, famiglie vengono distrutte mentre vanno o tornano dalle vacanze, le città esplodono, le ambulanze rimangono bloccate nel traffico, i bambini che hanno l'asma peggiorano mentre quelli che non ce l'hanno l'aspettano; perché ?: per comodità!

In qualunque ingorgo cittadino quasi tutte le auto hanno un solo guidatore, una tonnellata 1000 (kg) per spostarne 70 (kg)!, centinaia e centinaia di persone che abitano nella stessa zona occupano una superficie enorme ed impiegano ore per raggiungere lo stesso posto!

Macchine che scaricano il 70 % dell'energia che li buttiamo dentro e che compriamo al distributore: il 70% dei nostri soldi finisce a scaldare l'aria delle città, trasformando le strade in gigantesche stufe “alternative” a forma di serpente.

La civiltà dell'automobile limita lo sviluppo e la ricerca di sistemi di propulsione alternativi o comunque più sensati.

A nessuno importa se in fila la velocità è uguale per tutti, a nessuno importa che il limite di velocità in autostrada sia 130 km/h; noi compriamo “trattori” da 120 CV, che fanno meno di 10 km con un litro di benzina!

E tutto questo quando?: nel 21° secolo!

E tutto questo perché?: per comodità!

E allora?!, allora siamo soltanto dei trogloditi!!

“ L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo dove il 90% delle persone portano i propri figli a scuola col mezzo privato”. Il ragionamento è del presidente dell'ACI, Federico Mazzoni, che i due figlioletti a scuola ce li porta in bicicletta, non fa una grinza: “Il fatto è che ciascuno di noi, indipendentemente dal mezzo che usa, quando esce di casa non si pone la domanda di cosa sta facendo: va e basta”.
(Articolo uscito sul Tirreno del 19 Settembre 2004)