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Ciclosofia

Ognuno ha la propria definizione di
Ciclosofi
a, alcuni la ritengono un insieme di idee, articolate e complesse, riguardo all'uso di un mezzo vecchio e nuovo al contempo.

Altri semplicemente una bella parola per definire un modo di muoversi, altri quasi uno stile di vita…recentemente è uscito anche un libro in merito: “ Piccolo trattato di ciclosofia”.


Per noi essere un ciclosofo significa anzitutto considerare la bicicletta come un vero e proprio mezzo di trasporto, alternativo,in molte situazioni, alla tradizionale auto.
Un ciclosofo tuttavia si distingue da un pedalatore communis per il profondo senso di rispetto che nutre per lo spazio pubblico, per l'aria comune. Scegliere consapevolmente di pedalare, invece che schiacciare un pedale, significa ridare alle strade la loro originaria funzione sociale, significa rispettare coloro i quali, per varie ragioni, sono detti “utenti deboli”: pedoni di turno, sedie a rotelle, passeggini con bambini,ecc.


Essere un pedone, come prima o poi tutti ci troviamo ad essere, significa sentirsi relegato ad una sottile striscia di asfalto ai bordi delle “corsie per auto”, attraversarle significa ”sbrigarsi”,”togliersi di MEZZO il prima possibile”. Vedere piazze enormi (mai vista piazza Mercatale, a Prato, vuota?!) piene di auto, vedere spazi pubblici enormi ridotti a contenitori per pachidermi a riposo, ferisce il cuore di chi, come un ciclosofo, immagina bambini e ragazzi che giocano a pallone, bancarelle dei mercati, manifestazioni, fiere, mostre…(Vedi la trasformazione di Via Magnolfi, Prato).

Essere ciclosofi vuol dire essere consapevoli del fatto che così come realmente il mare è fatto di gocce, altrettanto realmente i problemi dell'inquinamento e quelli sulla salute pubblica che da esso derivano, sono determinati dalle nostre scelte individuali in termini di mobilità.
Prendere l'auto indiscriminatamente porta conseguenze pesanti sulla qualità della nostra vita, su quella dei bambini, nostri compresi, e su quella degli anziani...
Essere ciclosofi significa inoltre saper vivere le stagioni, con tanto di piogge primaverile e non solo, significa saper apprezzare la poesia di spostarsi ad una velocità a misura di uomo, significa…tante e tante altre cose…

La bicicletta non è una non-auto . La pratica della bicicletta potrebbe essere concepita a sé, senza essere contrapposta all'automobile. Ma la colonizzazione dello spazio vitale da parte delle quattro ruote, la loro onnipresenza visiva ed olfattiva obbligano l'amante della bici, pacifico per natura, ad una reazione di auto(senza giochi di parole)-difesa.”

Didier Tronchet
“Piccolo trattato di ciclosofia”