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Dott.Pruni: "Restiling" |
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Ogni Bici ha la sua Storia, ...e poi è giunta in mano di B.B. (il nostro Bertrand) Forata quasi quotidianamente, quasi schiacciata da un'auto, senza un pedale: aspettava solo il giorno del Giudizio... ...ma ancora dovrà aspettare... Il caro B.B. me l'ha lasciata quando è ripartito per la Francia...chissà perchè?! (dico chissà perchè è ripartito per la Francia!)...ed io ho deciso di sistemarla un po' per usarla in Città. Quando ci si appresta a sistemare una vecchia bici i passaggi preliminari sono molti, ne descriverò alcuni: A) Definire che scopo dovrà avere la bici sistemata, al fine di capire cosa sostituire e quanto tempo investirci. Può sembrare esagerato ma prima di iniziare a smontare è buona norma fare qualche foto alla bici com'era e qualche disegno dei dettagli, tipo distanza fra pipa dello sterzo ed attacco leva del cambio, ordine serraggio gruppo freni-telaio-parafanghi, ecc. Le biciclette un po' datate hanno sistemi di serraggio, archittettura dei componenti che non sono affatto intuitive per chi, come me, è solito lavorare con mezzi abbastanza recenti. Per esempio in fase di rimontaggio ho impiegato una buona oretta per cercare di capire come riposizionare ed ancorare il deragliatore del cambio posteriore! Allora innanzitutto mi sono dedicato allo smontaggio completo della buona vecchia ATALA, che avevo sottomano...beh dire che questa è la fase più divertente è dire cosa ovvia... Dopo aver messo tutte le parti nei contenitori, ed eventualmente averci applicato dei cartellini decrittivi, si può decidere di sistemare le parti stesse: pulizia con sgrassatore, olio di gomito, ed eventuale ri-sistemazione: sempre olio di gomito, cacciavite e grasso di buona qualità; oppure passare alla sverniciatura del telaio. Io ho iniziato sverniciando il telaio, con una pistola VULCAN (550°C) per ammorbidire la vecchia vernice, poi grattata con la spatola (Sabato pomeriggio di una giornata di giugno 34°C, nella corte di mia nonna!). Per i punti più complicati ho utilizzato un paio di spennellate di sverniciatore. Sverniciano, sverniciando si scoprono molte cose, tipo la sigla sul tubo piantone, non se se perchè i talai erano (non so se ancora oggi lo sono) numerati, o se si riportava la sigla dell'accaio utilizzato; che sotto la vernice c'era un corposo strato rosso, probabilmente un antiruggine che mio nonno chiamava il "Minio"...e poi che i tubi erano incastrati nei raccordi e brasati nei punti di maggior carico: scatola movimento centrale...insomma la fatica a qualcosa ha portato. Dopo aver sverniciato si può cominciare a verniciare, ci sono molti modi e tante accortezze necessarie per ottenere un buon risultato. Io ho provato lo spray in bomboletta con fondo sempre spary: buona uniformità e tenuta ma se butta via molto perchè i tubi sono stretti e lo spay fa un cono largo; questa volta tuttavia sono tornato alle origini: pennello e smalto. Come mio nonno faceva per dare un tocco di nuovo alle sue amate "Grazziella", ho comprato uno smalto per acciai arrugginiti esposti alle intemperie, molto denso e resistente. Pennello...pazienza...pennello...pazienza...e la prima mano è passata. Per ammazzare le 24 ore d'attesa prima di dare una seconda mano ho smontato (fin nei minimi dettagli) e pulito i componti: catena, sfere dei cuscinetti, deragliatore del cambio...ecc. Data poi la seconda mano ho cominciato a preparare le parti per il rimontaggio, ingrassando i cuscinetti e lubrificando le guaine per i cavi.
Beh...rimontare una vecchia bici è in realtà un impareggiabile esercizio di Non-Violenza! Ho dovuto ritoccare in un paio di punti la vernice, scalfita da un paio di manovre discutibili in fase di ri-montaggio e poi ho attaccato i fogli con le sagome per le scritte, anch'esse fatte con lo smalto.
Pruni City Version "B-Bike" Un caro grazie a Bertrand
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